Così vedeva Aosta un famoso scrittore e giornalista del Novecento, Giovanni Arpino.
«Si arriva ad Aosta abbandonando le nebbie, i veli soffici e sospesi della pianura di Torino: quell'angolo che sutura le Alpi occidentali con le centrali è un mondo a sé, per molti versi intatto e pudico, consapevole ed efficiente … Benché industrializzata, con quartieri nuovi, con le case che ormai scendono fino alle sponde del fiume Dora, la città è soprattutto viva dove risulta "vecchia", anche se tante sue viuzze hanno perduto l'aspro acciottolato d'un tempo».
Aosta si trova al centro dell'omonima ...